
Ma la fecondazione in vitro è (davvero) l’unica soluzione alla denatalità?
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La sfida emotiva della Procreazione Medicalmente Assistita: quando l’intimità diventa un compito
9 Giugno 2026Paula Moltzan ha deciso di sfruttare l’opportunità della fecondazione assistita, procedendo con la crioconservazione in laboratorio degli ovociti per posticipare la gravidanza preservando la fertilità, lei che è ancora una donna nel cuore di una carriera agonistica che nelle ultime due stagioni in particolare le ha regalato grandissime soddisfazioni.
“Come atleta, il mio corpo e il mio programma sono spesso già occupati, ma negli ultimi anni ho passato molto tempo a pensare a come sarà il mio futuro, e una cosa che ho sempre saputo è che voglio una grande famiglia – le parole della campionessa statunitense sui social – Quindi ho iniziato a cercare modi per rendere questo possibile secondo i miei termini; congelare i miei ovuli mi è sembrato un passo concreto verso la realizzazione di questo desiderio, e in questa off-season ho potuto finalmente farlo con la Northeastern Reproductive Medicine.
Le ultime due settimane di aprile sono stata la mia unica vera opportunità; sono entrata in clinica senza sapere esattamente cosa aspettarmi fisicamente o emotivamente, onestamente mi ero preparata per il peggio ma l’intero processo è stato molto più facile di quanto mi aspettassi.
Mi ero preparata per qualcosa di molto più doloroso e per me non è stato così; sul piano emotivo mi sono sentita piuttosto normale; la squadra di NRM ha fatto molto per rendere la procedura semplice e diretta, la dottoressa Jenny Brown ha reso il giorno della procedura calmo e tranquillo, e l’ambiente significa molto per l’intera esperienza, dalla conversazione sulle opzioni fino alla realizzazione della procedura. Posso dire che questo è il posto giusto se una persona sta pensando ad una prospettiva futura per la famiglia”.
FONTE https://www.neveitalia.it/




