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23 Gennaio 2026Un percorso di crioconservazione degli ovociti — il sistema utilizzato per posticipare una gravidanza al momento desiderato attraverso la fecondazione assistita — in Italia si può fare negli ospedali pubblici solo se la donna soffre di tumore o di altre gravi patologie. Altrimenti bisogna rivolgersi al privato, pagando dai tremila ai settemila euro, oltre a farmaci e spese di mantenimento. Ma le dipendenti del gruppo «Only The Brave» (Otb) di Breganze, fondato da Renzo Rosso (Diesel), di età compresa fra 30 e 40 anni, possono ottenerlo gratis, perché finanziato interamente dall’azienda.
Il percorso
E’ stato annunciato giovedì 15 gennaio, contestualmente alla presentazione di un progetto in cui sono compresi momenti di «informazione, prevenzione e formazione sui temi della genitorialità consapevole e della parità di genere». La vicepresidente della Fondazione Otb e moglie di Renzo Rosso, Arianna Alessi, sottolinea: «Nelle aziende di Otb oggi ci sono già molti servizi a disposizione di coloro che decidono di intraprendere un progetto di genitorialità: dall’asilo interno alla flessibilità lavorativa, dai servizi per neogenitori fino a programmi di formazione e sensibilizzazione».
Social freezing
Il «social freezing», cioè la procedura con la quale si possono prelevare le cellule riproduttive femminili nella fase della vita in cui è maggiore la fertilità al fine di attivarle, in momenti successivi, attraverso una fecondazione in vitro (cioè l’incontro in laboratorio con gli spermatozoi) nel nostro Paese è a carico del paziente. «E prevede tempi di attesa lunghissimi, rendendo la pratica un privilegio per pochi, che si vedono costretti a ricorrere a strutture private con costi elevati — aggiunge Alessi —. Pertanto la Fondazione intende attivare questa ulteriore iniziativa impegnandosi a finanziare i percorsi per le colleghe del gruppo che aderiranno. L’obiettivo è promuovere la libertà di scelta sulla propria vita riproduttiva, contrastare l’infertilità legata all’età e offrire soluzioni a un’evoluzione sociale e lavorativa che spesso posticipa il desiderio di maternità».
La contrarietà dei sindacati
Tutto ciò grazie anche a speciali convenzioni sottoscritte tra Otb e il Gruppo Genera, ritenuta la maggiore realtà italiana nell’ambito della Procreazione medicalmente assistita (Pma). Altri dettagli sull’iniziativa di Otb non sono stati precisati, ad esempio se vi sia un termine temporale entro il quale utilizzare gli ovociti conservati, visto anche il costo del loro mantenimento e le difficoltà biologiche crescenti con l’età dell’aspirante mamma. Il progetto però incassa una bocciatura dai sindacati. Dice Riccardo Colletti, della Filctem Cgil nazionale: «È solo un’operazione di facciata. Per agevolare la genitorialità si dovrebbe piuttosto spingere sulle garanzie di conservazione della professionalità della lavoratrice al rientro della maternità o su un migliore accesso al part-time, argomenti rispetto ai quali con Otb è sempre difficile trovare un accordo. Sono condizioni preliminari alla maternità decisamente più spiccate in altre aziende e cito, ad esempio, Luxottica in cui, per 27 volte l’anno, siamo riusciti a ottenere le settimane che si concludono il giovedì — chiude Colletti —. Di certo l’idea della crioconservazione in quel contesto non viene in mente a nessuno».
FONTE https://corrieredelveneto.corriere.it/




