Pubblicate le linee guida sulla procreazione assistita
10 Maggio 2024
Pubblicate le linee guida sulla procreazione assistita
10 Maggio 2024

Procreazione assistita: nuove linee guida segnale positivo, resta incognita embrioni congelati

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Le nuove linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, pubblicate dal ministero della Salute, tengono conto di quanto avevano stabilito le sentenze della Corte costituzionale negli anni precedenti riguardo alla legge 40/2004 e, quindi, di quanto già si praticava nei laboratori di Pma. In particolare, quelle sentenze avevano sancito come il divieto della fecondazione eterologa fosse incostituzionale. Pertanto, anche se oggi questa tecnica, con l’impiego di gameti, ovociti e spermatozoi donati, è possibile in Italia, i nostri centri si devono ancora approvvigionare dalle banche straniere di donatori, in quanto non è stata regolamentata in maniera precisa la possibilità di reclutare donatrici così come avviene anche negli altri Paesi.
Un altro passo significativo è stato quello effettuato a proposito delle tecniche di diagnosi genetica preimpianto. Nello specifico, per quanto riguarda le malattie trasmissibili è stato stabilito che anche le coppie fertili possono ricorrere a questa tecnica per poter avere un bambino sano. Infatti, non dobbiamo dimenticare che attualmente test genetici molto ampi sono in grado di valutare fino a 400 o addirittura 1000 malattie genetiche trasmissibili ed evitare, in tal modo, il rischio di una malattia genetica rara, perché con la fecondazione in vitro gli embrioni malati possono non essere trasferiti.
Un’altra tecnica rilevante è la diagnosi genetica preimpianto per evitare il mancato impianto degli embrioni, che si verifica soprattutto in donne che hanno un’età superiore ai 35/36 anni, in quanto in queste donne aumentano le anomalie cromosomiche ovocitarie e quindi gli embrioni che si producono. Oggi è possibile, pertanto, selezionare embrioni cromosomicamente sani e aumentare in maniera considerevole le percentuali di impianto degli embrioni per trasferimento embrionale e questo è molto importante per dare subito il successo alla coppia che spesso entra in un circolo vizioso e spesso stressante dal punto di vista psicologico. È chiaro che queste tecniche oggi vengono purtroppo eseguite soltanto in centri altamente specializzati e quindi sarebbe opportuno che le Regioni deliberassero a favore anche di queste tecniche in centri pubblici o privati convenzionati.
Le nuove linee guida sulla Pma prevedono un’altra importante possibilità, vale a dire che dopo la fecondazione assistita dell’ovulo il consenso alla Pma non può essere revocato e la donna può richiedere l’impianto dell’embrione anche se il partner sia deceduto o se è cessato il loro rapporto. Si tratta, senza dubbio, di una nota positiva, ma questo diritto andrebbe esteso anche alle donne single, in quanto di fatto la donna il cui partner è deceduto o è separato è una donna single.
Nei centri Pma ci sono migliaia di embrioni che non possono essere impiegati e sicuramente la possibilità dell’embrioadozione favorirebbe la loro utilizzazione anche da coppie che non possono permettersi trattamenti onerosi. Inoltre, ciò andrebbe sempre nel senso della protezione dell’embrione, che è quello di essere trasferito in utero.
Insomma, è necessario attuare una regolamentazione unica e organica sulla gestione del materiale congelato e non solo provvedimenti spot che, anche se utili, creano il rischio di recare ulteriore disparità e confusione in tutti i soggetti interessati. Ormai la legge 40 non esiste più di fatto, perché le sentenze della Corte Costituzionale ne hanno modificato totalmente l’impianto.
Infatti, anche se le linee guida sono state aggiornate, rimane ancora importante il nodo da sciogliere sugli embrioni congelati, sulla loro adozione o sull’opportunità che gli embrioni che presentano anomalie cromosomiche che ne determinerebbero un mancato impianto debbano rimanere crioconservati o possono essere distrutti sulla base delle evidenze scientifiche.
È bene anche precisare, infine, che alcune procedure prima non consentite servono per aumentare il successo delle tecniche di Pma.

Autore Ermanno Greco ,Presidente della Società italiana della Riproduzione

FONTE https://www.sanita24.ilsole24ore.com/