CHIANCIANO SALUTE: FECONDAZIONE ASSISTITA IN CONVENZIONE CON IL SSN E SENZA LISTE DI ATTESA PER RESIDENTI DI SIENA, GROSSETO E AREZZO
13 Novembre 2025
Un terzo dei bambini che nascono ha una mamma over 35. Ed è una bella notizia per la fertilità
13 Novembre 2025
CHIANCIANO SALUTE: FECONDAZIONE ASSISTITA IN CONVENZIONE CON IL SSN E SENZA LISTE DI ATTESA PER RESIDENTI DI SIENA, GROSSETO E AREZZO
13 Novembre 2025
Un terzo dei bambini che nascono ha una mamma over 35. Ed è una bella notizia per la fertilità
13 Novembre 2025

“Embrioni mai impiantati e un aborto con l’inganno”. Chiusa una clinica pubblica

Almeno quattro donne hanno appena saputo che il loro percorso di fecondazione assistita presso una prestigiosa clinica pubblica del ferrarese era una menzogna. Lo ha scritto la procura in un avviso di garanzia che ha recapitato a sei tra medici di rango, responsabili e biotecnologi. Erano tutti in servizio presso una struttura che, l’Ausl ha deciso di chiudere temporaneamente. Questo finché non sarà conclusa un’indagine in cui si ipotizza che addirittura sia stato eseguito un aborto in modo ingannevole, per rimediare a una gravidanza riuscita, dove però l’embrione impiantato sulla paziente era di un’altra donna.

Non è tutto. A due delle donne in questione sarebbe stato detto che l’impianto era stato tentato, quando in realtà non c’era stato. Almeno, questo risulta dal software ospedaliero in cui vengono registrati gli interventi, anch’esso sequestrato dalla Guardia di Finanza e dalla pm Barbara Cavallo durante i sopralluoghi. Oltre all’ospedale, le Fiamme Gialle hanno perquisito anche gli studi e le abitazioni degli specialisti coinvolti. I loro legali, gli avvocati Chiara Campi e Darien Levani, appena ricevuta la documentazione preliminare, spiegano che i loro assistiti «intendono difendersi in ogni sede».

Indagini per procurato aborto

Per quel che riguarda la paziente che era rimasta incinta con l’embrione di un’altra, probabilmente scambiato per errore, gli inquirenti sostengono le sia stato detto che la procedura era fallita e che era necessario effettuare una pulizia dell’utero, prendendo un farmaco specifico: la stavano facendo abortire a sua insaputa, chiedendole di firmare il consenso. Il quarto caso è il minore e tratta di un’ecografia inserita in cartella clinica, ma mai realizzata. Gli inquirenti ipotizzano una serie di reati, da verificare, tra cui false attestazioni cliniche per esami o impianti di embrioni mai eseguiti e in un caso un procurato aborto. E, per tutti e sei, l’omissione di atti d’ufficio per non aver fatto i controlli di fertilizzazione il giorno dopo il prelievo degli ovociti, soprattutto nei venerdì e nei prefestivi.

Il Centro di procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Ospedale del Delta di Lagosanto non è nuovo agli scandali, anche se sulla carta vanta una classe di competenza che in Italia hanno solo altre 11 cliniche analoghe. Come ricorda La Nuova Ferrara, che ieri ha dato la notizia, il primario Andrea Gallinelli e l’ex responsabile di laboratorio Francesco Capodanno, in primavera sono stati sospesi dall’Ausl perché accusati di mobbing e sessismo in corsia. Concretamente, il primo si sarebbe lasciato andare ad accessi d’ira in cui aveva insultato, tirato il telefono addosso a una collega e sfasciato l’arredamento. L’altro, invece, guardava senza intervenire. La denuncia pubblica è stata veicolata dalla Cgil. Proprio dalle verifiche degli organi di controllo, intervenuti su questo caso, sarebbero emersi i fatti che hanno generato l’inchiesta, accaduti nello stesso periodo.

Entrambi i professionisti sono ora indagati in una classe di reati ben più gravi, insieme ai colleghi. Il primario Gallinelli, interpellato in proposito alle accuse più recenti, ha rimandato i commenti all’Ausl, da cui fanno sapere di essere pronti a collaborare con le indagini, «assicuriamo come di consueto, la massima collaborazione agli inquirenti nel cui operato l’azienda ripone massima fiducia». Le coppie e le donne che fino a ieri erano in cura al Pma di Lagosanto sono state prese in carico da altri centri regionali.

FONTE https://www.lastampa.it/cronaca/