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Fertilità in forte calo in Tunisia, 1,5 figli per donna nel 2024

La Tunisia fa i conti con un forte calo della fertilità, legato a una combinazione di fattori economici, sociali, sanitari e ambientali. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica (Ins), il numero medio di figli per donna è sceso da 2,4 nel 2016 a 1,5 nel 2024, mentre nello stesso periodo le nascite sono diminuite da 219.441 a 126.401.

Il tasso di natalità è passato da 19,4 a 10,6 per mille.

Il fenomeno è stato al centro della quinta edizione delle Giornate di medicina della Società tunisina di ginecologia e ostetricia (Stgo), nel finesettimana. Secondo gli specialisti intervenuti all’incontro, dietro la diminuzione della fertilità non ci sono soltanto cause mediche, ma anche profonde trasformazioni della società tunisina.

Mohamed Khrouf, specialista della procreazione assistita, ha indicato tra i principali fattori l’aumento dell’età al matrimonio e alla prima gravidanza, le difficoltà economiche, il costo crescente necessario per formare una famiglia e la propensione di molti giovani a emigrare. A questi elementi si aggiungono nuovi modelli di vita, con una quota crescente di persone che sceglie di rimanere single, non avere figli o limitarsi a un solo. L’età resta inoltre un elemento determinante, soprattutto per la fertilità femminile. Le probabilità di concepimento diminuiscono progressivamente e il calo diventa più marcato dopo i 35 anni, con effetti anche sui risultati delle tecniche di procreazione assistita.

Gli specialisti sottolineano tuttavia che i problemi di fertilità riguardano anche gli uomini e possono essere influenzati da fumo, sovrappeso, sedentarietà, alimentazione, stress e fattori ambientali. Il ginecologo Béchir Zouaoui ha richiamato la necessità di rafforzare l’informazione sulla salute sessuale e riproduttiva, anche attraverso i programmi scolastici e le visite prematrimoniali, per evitare che la scarsa consapevolezza porti a rivolgersi troppo tardi agli specialisti.

La Tunisia dispone, ha ricordato, di competenze e tecnologie avanzate nel settore e la Cassa nazionale di assicurazione malattia, Cnam, copre alcuni farmaci e, a determinate condizioni, fino a tre tentativi di fecondazione in vitro Tra i temi delle giornate figura anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nella medicina riproduttiva, dall’analisi dei dati alla valutazione di spermatozoi ed embrioni, ferma restando la decisione finale del medico. Il presidente della Stgo, Mechâal Mourali, ha inoltre riferito che la società scientifica propone una revisione della normativa tunisina per consentire la crioconservazione degli ovociti anche alle donne che intendono preservare nel tempo le proprie possibilità di maternità. Attualmente questa possibilità è sostanzialmente circoscritta a specifiche indicazioni mediche, come nel caso di terapie che possono compromettere la fertilità.

FONTE (ANSAmed)