
Le mamme dei due gemellini nati con fecondazione eterologa assistita e transfer: “I nostri figli crescono felici”
1 Agosto 2025
IVF: 13 Milioni di Nati e il Futuro della Riproduzione Assistita
9 Agosto 2025I coniugi Pierce dell’Ohio hanno battuto (di poco) il record della coppia che tre anni fa ha dato vita a Lydia e Timothy, i gemelli neonati «più vecchi del mondo», dato che gli embrioni erano stati congelati il 22 aprile 1992
Poco più di un anno fa la Corte Suprema dell’Alabama ha stabilito, con una sentenza che ha fatto scalpore, che gli embrioni congelati sono bambini a tutti gli effetti. Molti americani la pensano così, per esempio la coppia dell’Ohio che ha «adottato» un embrione crioconservato da 31 anni e che oggi è un neonato. Un record. Lindsey e Tim Pierce, 35 e 34 anni, hanno dato il benvenuto al figlio Thaddeus Daniel il 26 luglio. «La mia famiglia credeva di trovarsi in un film di fantascienza» ha detto Lindsey. Ritorno al futuro, o qualcosa del genere. «Io e mio marito non volevamo battere alcun record, volevamo solo avere un bambino» ha aggiunto. I Pierce hanno battuto (di poco) il record della coppia dell’Oregon che tre anni fa ha accolto Lydia e Timothy, i gemelli neonati «più vecchi del mondo», dato che gli embrioni erano stati congelati il 22 aprile 1992, quando Bill Clinton era in corsa per la Casa Bianca.
«Coppia sposata, caucasica e cristiana»
Per sette anni i coniugi Pierce avevano cercato di avere un figlio. Poi la scelta: è stato affidato loro un embrione che la signora Linda Archerd, oggi 62enne, aveva creato con l’allora marito nel 1994 attraverso la fecondazione in vitro. Gli embrioni erano quattro: uno l’ha tenuto Linda e oggi è sua figlia trentenne, mentre gli altri tre sono stati congelati. La signora Archerd non voleva sbarazzarsi degli embrioni, donarli per la ricerca o darli ad altre famiglie in forma anonima. Ci teneva ad avere un legame con gli eventuali bambini che sarebbero nati. Per questo ha pagato migliaia di dollari all’anno per la conservazione, finché ha trovato un’agenzia che si occupa dell’adozione di embrioni, la Nightlight Christian Adoptions, che attraverso il programma «Snowflakes» consente ai donatori di scegliere una coppia, indicando persino preferenze religiose, razziali e di nazionalità. La signora Archerd ha chiesto una coppia sposata, caucasica e cristiana, che vivesse negli Stati Uniti. E il «match» è avvenuto con i Pierce.
Congelati 100mila embrioni all’anno nel Regno Unito
Gli embrioni in eccesso, ottenuti con la fecondazione in vitro, rappresentano un problema in tanti Paesi, Italia inclusa. Nel Regno Unito, ha calcolato il Sunday Times, vengono congelati quasi 100mila embrioni all’anno e la durata massima prevista per la crioconservazione è passata recentemente da 10 a 55 anni. I cicli di fecondazione in vitro spesso comportano più embrioni di quelli effettivamente necessari per il trasferimento; quelli ritenuti adatti al congelamento vengono immersi nell’azoto liquido con una procedura chiamata vitrificazione, che permette di raggiungere la temperatura di -196 gradi in pochi secondi. Gli studi condotti finora permettono di affermare che non vi sono differenze rilevanti tra l’impianto di embrioni freschi o crioconservati. Inoltre è stato dimostrato che il congelamento degli embrioni non è associato a un incremento del rischio di malformazioni o complicanze durante la gravidanza.
In Italia non possono essere donati né distrutti
In Italia la pratica del congelamento di embrioni si è diffusa dopo che la Corte Costituzionale ha eliminato il limite dei tre conservabili, posto fino al 2009 dalla legge 40/2004. Gli embrioni congelati possono essere: utilizzati per un ulteriore tentativo di procreazione medicalmente assistita dopo fallimento del primo tentativo o (nelle coppie che hanno già avuto un figlio) se si intende avere un secondo bambino; trasferiti in un altro Centro specializzato e autorizzato; abbandonati mediante un’apposita dichiarazione firmata. In quest’ultimo caso la coppia rinuncia agli embrioni; secondo la legge italiana gli embrioni non possono essere donati ad altre coppie o alla ricerca scientifica e non possono essere distrutti. In caso di abbandono, quindi, gli embrioni rimangono a carico del Centro presso cui sono crioconservati a tempo indefinito.
Intervallo tra il congelamento e il trasferimento in utero
Ciò che è accaduto alla coppia in Ohio, e prima alla coppia in Oregon, è comunque un caso fortunato. Secondo uno studio condotto a Shanghai su 24.700 donne tra il 2011 e il 2017, maggiore è l’intervallo tra il congelamento e il trasferimento in utero, minori sono le chance di successo: le procedure completate entro tre mesi hanno fatto registrare un impianto nel 40% dei casi e una gravidanza nel 56% di questi: alla fine delle quali è nato vivo il 47% dei bambini. In quelle portate a termine tra 12 e 24 mesi, l’impianto è andato a buon fine solo nel 26% dei casi. Nessun problema invece per la salute dei neonati: lo studio ha evidenziato che il tempo trascorso tra il congelamento dell’embrione e l’impianto in utero non ha ripercussioni sulle condizioni del bambino.
FONTE https://www.corriere.it/salute/




