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25 Luglio 2025Dopo il via libera del Comune di Sanremo ai primi riconoscimenti ufficiali di figli nati da coppie di donne attraverso procreazione assistita all’estero, arriva la presa di posizione netta del vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta. Con parole nette, il presule ha ribadito un pensiero già espresso in passato, definendo la scelta “contro natura” e parlando di “finzione” e “ingiustizia” ai danni dei bambini coinvolti.
“È una cosa sbagliata, contro natura – dichiara – si fonda su una finzione. È di tutta evidenza che un bambino viene generato da un uomo e da una donna, anche in questi casi. Questo è un dato incontrovertibile che fonda la legge naturale, da cui dipende il riconoscimento e la tutela del bene. Se si forzano questi principi, si crea una finzione, una situazione ingiusta”.
Parole nette, quelle del vescovo, che prosegue: “La situazione ingiusta la vedo a carico del bambino, che si ritrova oggetto di una manipolazione tecnica, biologica e giuridica in maniera inconsapevole e involontaria. Il bambino deve essere tutelato. Questa è una legge sbagliata e ingiusta, che promuove capricci”.
Alla domanda se nella diocesi verranno celebrati battesimi per figli nati attraverso procreazione assistita, mons. Suetta precisa: “In passato c’è stata una richiesta, anche esaudita. Al centro non ci stanno teorie, ma persone. In qualunque modo esso sia nato, il bambino è destinatario del dono della fede. Però, andando a battezzare un bimbo nato in queste situazioni, bisogna garantire un autentico percorso di fede”.
“Ci vogliono persone idonee – sottolinea –. Il battesimo, infatti, viene dato agli adulti in base alla loro scelta personale. Il bambino, finché piccolo, non può attuare questa scelta: essendo il battesimo un dono, va dato solo se si garantisce una vita di fede attorno a lui”.
L’ultima richiesta di battesimo in un caso simile, ricorda il vescovo, risale a circa due anni fa.




