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Natalità, Italia fanalino di coda in Europa. Cresce invece il ricorso alla PMA

In Italia nascono sempre meno bambini rispetto al resto dell’Unione europea, si ha il numero maggiore di anziani aumenta il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA). A questo di aggiunge che il nostro Paese ha anche un doppio problema con la natalità. Se infatti la discesa della fecondità, spiega l’Istat nel suo ultimo report, è comune a molte realtà europee, pur con differenze che rimangono importanti (il numero medio di figli per donna è diminuito da 1,57 nel 2010 a 1,34 nel 2024), l’Italia a differenza di paesi come la Francia e la Svezia, a causa di una diminuzione della fecondità di lungo corso, presenta oggi una struttura della popolazione in età riproduttiva che incide fortemente sul numero di nati.

Il calo delle nascite, infatti, oltre a essere determinato dalla diminuzione corrente della fecondità, è causato anche dalla progressiva riduzione del numero di potenziali genitori. Per dar conto di questo fenomeno, è sufficiente considerare che qualora l’Italia avesse registrato una propensione ad avere figli per donna pari a quella francese del 2024 (1,61), il numero di nati avrebbe raggiunto le 494mila unità; un livello di molto inferiore rispetto ai 664mila registrati in Francia nel 2024, in ragione di una struttura per età della popolazione francese assai più favorevole, caratterizzata da generazioni in età riproduttiva più numerose. Da qui, il doppio problema con la natalità in Italia.

Come detto il nostro Paese non è l’unico in Europa che registra un calo nelle nascite: in Germania, dopo una intermedia fase di crescita, la fecondità è tornata a diminuire fino al valore di 1,36 figli per donna nel 2024. In Spagna è passata da 1,37 a 1,10 e anche in Francia e Svezia, paesi tradizionalmente caratterizzati da livelli elevati di fecondità, il numero medio di figli per donna è sceso, rispettivamente, da 2,03 a 1,61 figli e da 1,98 a 1,43 per donna.

talia, aumentano i nati con la procreazione medica assistita, ma anche l’età delle mamme

Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute dal 2022 al 2023 è aumentato il ricordo alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) da parte degli italiani passando da 87.192 a 89.870 delle coppie trattate. In crescita anche i bambini nati vivi che sono passati da 16.718 a 17.235. Per quanto riguarda l’età delle donne che si sottopongono alla procedura la media rimane alta. Parliamo di 36,7 anni, valore più elevato rispetto alla media europea pari a 35 anni. Altro dato, le donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro con ovociti donati, queste anno in media un’età pari a 41,8 anni. Diminuisce l’età invece per le donne che si sottopongono alla stessa fecondazione in vitro, ma con seme donato, la media è di 34,5 anni.

L’Italia il paese più vecchio in Ue, ma non quello dove si vive di più

Nel panorama europeo l’Italia è notoriamente uno dei Paesi con la più alta aspettativa di vita, ma secondo dati Eurostat relativi al 2024, gli ultimi disponibili per un confronto, gli uomini italiani si collocano al secondo posto per longevità grazie ad una speranza di vita di 81,5 anni, superati dagli svedesi con 82,6 anni a fronte di una media Ue27 di 79,2 anni. Le italiane, a loro volta, si collocano al terzo posto con 85,6 anni, superate dalle francesi (85,9) e dalle svedesi (86,5), per una media Ue27 di 84,4 anni.

Tornando a focalizzarci sull’Italia al 1° gennaio 2026 si stima un’età media della popolazione residente di 47,1 anni, in crescita di mezzo punto decimale (sei mesi) rispetto al 1° gennaio 2025. Entrando nel dettaglio, la popolazione fino a 14 anni è pari a 6 milioni 852mila individui (11,6% del totale), in calo di 168mila unità rispetto al 2025; quella in età attiva (15-64enni) ammonta a 37 milioni 270mila (63,2% del totale), con una riduzione di 73mila individui sull’anno precedente, mentre gli over 65enni sono 14 milioni 821mila (25,1% del totale), oltre 240mila in più rispetto all’anno precedente. Crescono gli ultra-ottantacinquenni che raggiungono i 2 milioni 511mila individui (+101mila) e rappresentano il 4,3% della popolazione totale. Infine, le quote più elevate di giovani si osservano in Irlanda (18,5%), Svezia (16,8%) e Francia (16,6%). L’Italia presenta la percentuale più bassa di giovani (11,9%) e la maggiore di anziani (24,7%). Squilibrio che si riflette nell’età mediana, pari a 49,1 anni in Italia, oltre quattro anni in più rispetto alla media Ue27 (44,9 anni), quasi 10 anni in più rispetto all’Irlanda (39,6) che presenta il valore minimo.

FONTE https://www.italiaoggi.it/