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Il fenomeno dei donatori di sperma che operano online al di fuori di ogni canale regolamentato esiste davvero. Non ci sono statistiche ufficiali perché l’attività è sommersa e sfugge ai sistemi sanitari nazionali, eppure il movimento che genera è notevole, così come i suoi effetti.
Esistono infatti gruppi su Facebook per incontrare donanti di sperma, basta utilizzare parole chiave come “sperm donors europe”, “sperm donation discussion forum”, “fertility support community”, “natural insemination forum”, “PMA support group” ed ecco che compaiono diverse opzioni per approfondire. Gruppi pubblici e privati, dove donatori e riceventi si incontrano per scambiarsi opinioni sul tema e non solo. Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso, dove chi cerca un figlio può riuscire ad averlo ai limiti della legalità e della sicurezza.
Spesso succede che una donna – o una coppia – ricorrano a questa opzione perché è l’unica possibile. La Legge 40/2004 non fissa un limite anagrafico per accedervi, ma parla di “età potenzialmente fertile”, e i tempi lunghi di una PMA nel pubblico rappresentano una corsa contro il tempo. Per chi non ha la disponibilità economica per rivolgersi a una clinica privata le opzioni utili si riducono a zero. Ricordiamoci, inoltre, che in Italia la PMA è ad accesso esclusivo per coppie etero coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile e con un’infertilità non risolvibile altrimenti, rimangono sono escluse a priori le donne single e le coppie LGBTQ.




