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Infertilità in Piemonte, fino al 21% delle coppie coinvolte: il dato supera la media italiana

In Piemonte il problema dell’ infertilità assume dimensioni superiori alla media nazionale. Secondo i dati presentati in occasione del congresso dei biologi in programma a Torino, nella regione la quota di coppie interessate si attesterebbe tra il 18 e il 21%.

Il dato sull’ Infertilità coppie Piemonte 2026 si confronta con una media italiana compresa tra il 15 e il 20%. Nel report trovano spazio anche il possibile peso di alcuni fattori ambientali, il crescente ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita e le differenze territoriali nell’accesso alle cure.

Infertilità in Piemonte: scheda rapida

Italia: interessa circa il 15-20% delle coppie in età riproduttiva
Nuove coppie coinvolte ogni anno in Italia: circa 70-80 mila
Piemonte: circa 18-21% delle coppie
Nati attraverso PMA in Piemonte: oltre il 4,4%
Città Metropolitana di Torino: circa il 5% dei nati attraverso PMA

In Italia coinvolte fino al 20% delle coppie

Il fenomeno non riguarda soltanto il Piemonte.

A livello nazionale, l’infertilità interessa complessivamente tra il 15 e il 20% delle coppie in età riproduttiva.

Il dato corrisponde a circa 70-80 mila nuove coppie ogni anno che incontrano problemi legati alla fertilità.

Nel report presentato in occasione del congresso torinese, la quota indicata per il Piemonte risulta però più elevata.

In Piemonte la percentuale sale fino al 21%

Per la regione viene indicato un intervallo compreso tra il 18 e il 21%.

Il confronto con il dato nazionale evidenzia quindi una situazione particolarmente delicata.

L’infertilità viene descritta come una condizione complessa, nella quale possono entrare in gioco fattori differenti.

Tra quelli richiamati nel materiale figurano l’età sempre più avanzata alla quale molte coppie cercano il primo figlio e alcuni elementi legati all’ambiente.

Il possibile peso dell’inquinamento sulla fertilità

Tra i temi affrontati dagli esperti compare infatti l’esposizione agli inquinanti.

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Luigi Montano, esperto di salute riproduttiva e degli effetti degli inquinanti ambientali, richiama elementi che vanno dai Pfas all’amianto, fino alla qualità dell’aria delle aree urbane.

Nel caso di Torino vengono ricordate in particolare le concentrazioni di PM10 e PM2,5.

Il materiale non attribuisce all’inquinamento una causa unica dell’infertilità, ma lo inserisce tra i fattori ambientali sui quali viene posta attenzione.

Il gamete maschile come possibile sentinella biologica

Un passaggio del report riguarda in particolare la fertilità maschile.

Il gamete maschile viene indicato dalla letteratura scientifica internazionale richiamata nel documento come una delle sentinelle biologiche più sensibili all’inquinamento ambientale.

Il tema della fertilità si intreccia quindi con quello più ampio della qualità dell’aria e dell’esposizione agli inquinanti.

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Per gli esperti citati, la salute riproduttiva diventa così anche un indicatore da osservare nel rapporto tra ambiente e salute.

In Piemonte oltre il 4,4% dei bambini nasce con PMA

Un altro dato riguarda la Procreazione Medicalmente Assistita.

In Piemonte la quota di bambini nati attraverso PMA supera la media nazionale e arriva a oltre il 4,4%.

Il dato cresce ulteriormente nella Città Metropolitana di Torino.

Qui la percentuale indicata raggiunge il 5%.

Nel Torinese un bambino su venti nasce attraverso PMA

Il 5% registrato nella Città Metropolitana di Torino equivale, in termini proporzionali, a circa un bambino ogni venti nato attraverso tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita.

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Secondo il report, questi numeri segnalano una domanda di assistenza riproduttiva particolarmente intensa.

Indicano inoltre la presenza di una quota significativa di bisogni riproduttivi che non trovano risposta attraverso il concepimento naturale.

Qualità elevata, ma accesso alle cure non uniforme

Il quadro piemontese presenta anche un’altra contraddizione.

La regione viene descritta come dotata di una elevata qualità clinico-scientifica nel campo della Medicina della Riproduzione.

Accanto a questo punto di forza vengono però segnalate forti differenze territoriali nell’accesso alle cure.

Il materiale fornito non dettaglia ulteriormente tempi e dimensioni delle liste d’attesa, ma individua proprio nell’accessibilità ai percorsi uno dei problemi ancora aperti.

Età, ambiente e accesso alle cure: un problema con molte cause

I dati presentati a Torino non descrivono quindi l’ infertilità attraverso una spiegazione unica.

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L’età alla quale si cerca il primo figlio, i possibili effetti dell’esposizione ambientale e la possibilità concreta di accedere ai percorsi di Medicina della Riproduzione compongono un quadro più complesso.

A questo si aggiunge l’elevato ricorso alla PMA registrato sul territorio piemontese.

Sono elementi diversi che, messi insieme, mostrano quanto il tema della fertilità sia diventato rilevante anche sul piano sanitario regionale.

FAQ –

Quante coppie sono interessate dall’infertilità in Piemonte?

Il report indica una quota compresa tra circa il 18 e il 21%.

Qual è la media italiana?

In Italia l’infertilità riguarda circa il 15-20% delle coppie in età riproduttiva.

Quante nuove coppie affrontano problemi di fertilità ogni anno in Italia?

Il dato riportato è di circa 70-80 mila nuove coppie ogni anno.

L’inquinamento può incidere sulla fertilità?

Nel report gli esperti richiamano alcuni fattori ambientali, tra cui Pfas, amianto, PM10 e PM2,5. Il materiale li presenta come elementi da considerare, non come unica causa dell’infertilità.

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Quanti bambini nascono attraverso PMA in Piemonte?

La percentuale riportata supera il 4,4%.

Qual è il dato nella Città Metropolitana di Torino?

Nel territorio metropolitano torinese la quota raggiunge circa il 5%.

Il Piemonte dispone di strutture specializzate?

Il materiale descrive la regione come caratterizzata da un’elevata qualità clinico-scientifica nel campo della Medicina della Riproduzione.

Qual è una delle principali criticità?

Vengono segnalate forti differenze territoriali nell’accesso alle cure.

FONTE https://mole24.it/